Malta e il pensiero "junk food"... (aggiornato)

Malta e il pensiero “junk food”… (aggiornato)

Abbiamo dovuto lasciare i nostri uffici in fretta e furia… hanno iniziato a costrurire proprio davanti alle nostre finestre, e non si può lavorare con un edificio in costruzione a 10 mt. di distanza… Per chi ha tempo, propongo questo post con uno spaccato di malta, assieme ad alcune mie riflessioni basate sulle mie esperienze personali. Lettura dai tempi medio/lunghi…

Iniziamo dall’argomento principale: Malta è un paese che ha avuto l’intelligenza di creare un clima estremamente favorevole per le tasse, soprautto per chi, come me, fa l’imprenditore nel mondo del business online. L’idea di Malta è semplice: faccio pagare poche tasse alle aziende che potrebbero fare il loro business anche da qualsiasi altro paese al mondo, perchè questo porta comunque soldi sull’isola, fa girare l’economia, e crea dei posti di lavoro. Fantastico! Tanto di cappello.

In italia invece, come in molti altri paesi, si fa il contrario: si cerca di trovare sempre un sistema nuovo per tassare qualsiasi cosa, anche se questa cosa proviene da una ditta estera che utilizza fornitori esteri, mano d’opera estera, strutture estere. Il principio su cui basano il loro ragionamento è semplice: un italiano ha acquistato dalla tua azienda estera attraverso del business online ? Bene, allora ci devi dare qualcosa. Si, è vero, tu non hai usato il suolo italiano, i servizi italiani, non hai, insomma “consumato” risorse dello stato. Però devi pagare lo stesso. Il senso della “web tax” (https://it.wikipedia.org/wiki/Web_tax), gira e rigira, è proprio quello. Al momento lo stanno limitando solo ai grandi gruppi che fatturano milioni, ma da lì a fare una piccola modifica per estenderla anche ad altre nazioni, il passo è molto breve… questo aiuterà a risolvere i problemi dell’italia ? Secondo me, no. Aiuterà solo a fare acquistare l’ennesima auto all’ennesimo amico dell’amico dell’ennesimo mafioso di turno.

I paesi come l’italia applicano, cioè, una politica diversa da quella che può essere considerata “preventiva”, basata sul concetto del “dopo”, come apparentemente sembra essere la politica maltese… in italia, cioè, anzichè cercare di risolvere i problemi che noi tutti conosciamo, come i favoritismi, la mafia, o l’evasione fiscale, che è nella mentalità propria italiana, si cerca di trovare sempre più soldi da spillare agli italiani, e quando non è più sufficiente, si prendono soldi anche dalle aziende estere. Insomma, è come se io vedessi la mia vasca da bagno perdere acqua, e anzichè cercare di trovare la crepa e ripararla, chiamassi un idraulico per fare aumentare la portata dell’acqua.

E quesot circolo vizioso, purtroppo, parte anche nella mentalità italiana: chi truffa lo stato, chi trova sistemi per non pagare, per nascondere, per fottere lo stato, è un figo. Questo perchè nessun politico ha mai pensato di “educare” il popolo italiano per tentare di cambiare questa mentalità di base, che poi, come conseguenza, potrebbe portare a un cambiamento – SE – supportata ovviamente da un piano strategico sensato e coerente a cui dovrebbe pensare lo stato. Un esempio ? In questo video c’è lo spaccato della mentalità italiana… https://video.repubblica.it/edizione/napoli/napoli-scandalo-portoghesi-in-cumana-uno-fa-il-biglietto-e-decine-di-persone-viaggiano-gratis/312830/313459 … in pratica tutti pensano di essere dei gran fighi, si sente la risatina di soddisfazione per aver fregato il prossimo (l’azienda che gestisce la metro, in questo caso). Ma da dove nasce questa esigenza ? Semplice… la gente non capisce che il prezzo del biglietto serve per mantenere i servizi, e non lo capiscono perchè i servizi sono pessimi, e perchè i soldi che loro pagano vanno a gonfiare prima di tutto le tasche dei soci, e non ritornano sotto forma di “miglioramento” dei servizi stessi. Quindi il ragionamento è … perchè devo pagare per una robba che funziona di merda ? Un altro esempio di questa mentalità contorta è, purtroppo, il crollo del ponte di Genova che tutti abbiamo ancora davanti ai nostri occhi. La società autostrade ha dei ricavi di milioni, e non sono costretti in alcun modo a reinvestire tali utili, quando sono sporporzionati, per garantire la qualità delle infrastrutture. Questo perchè lo stato, per primo, non è in grado di farlo, ma si aspetta che siano in grado di farlo le società private. E, tra un cavillo e l’altro, alla fine dei giochi, la famiglia a capo (Benetton) si arricchisce, e chissenefrega poi della manutenzione delle autostrade.

Come si può cambiare questa mentalità ? Semplice … reinvestendo i soldi dei biglietti della metro per migliorare i servizi della metro, dandone un riscontro ai clienti stessi. Ad esempio, potrebbero piazzare un bel mega-TV ultrluminoso, con delle statistiche semplici: questo mese abbiamo trasportato 100.000 passeggeri, hanno pagato il biglietto solo in 100, conseguenza: il passaggio dei treni viene allungato da 15 minuti a 30 minuti. Il numero di carrozze viene ridotto da 10 a 5. Questo deve essere BEN VISIBILE all’ingresso a tutti. In questo modo il ritardo del treno diventerebbe una chiara conseguenza diretta del comportamento di quelli che si sentono dei “furbi”. MA affinchè questo possa funzionare, se il mese successivo il biglietto è stato pagato da 200 anzichè da 100, qualcosa deve migliorare, ne deve essere data comunicazione, e i passeggeri devono vederne il riscontro. E dovrebbero continuare così, fino a che su 100.000 passeggeri non pagano tutti e 100.000, ma a quel punto si dovranno continuare ad investire soldi per migliorare il servizio. Se il meccanismo si blocca, e i soldi non vengono reinvestiti, a catena si sfascia tutto. E’ davvero così complicato da capire ?

Ma torniamo a Malta … è veramente tutto così rose e fiori ? Mha … mica tanto ! Malta, proprio grazie alla sua formula di tasse particolare, ha portato una quantità di soldi inaspettata, e questo ha creato una serie di problemi. Innanzitutto, bisogna considerare che i maltesi sono un popolo molto “risparmiatore”, un po’ in stile genovese però, per capirci. Per il cibo, ad esempio, preferiscono spendere meno per “junk food” (robba strafritta, straunta, patatine fritte, etc…), purchè sia tanta in quantità, piuttosto che spendere di più, per cibo in minore quantità ma maggiore qualità: chi sceglie la seconda opzione infatti è principalmente lo straniero o il turista che viene a malta e poi va via.

E, chiariamoci, io odio fare “generalismi”, anche perchè i maltesi che frequento io sono molto lontani da queste logiche, e sono invece molto “moderni”. Ma io li considero un po’ degli extra-terrestri, e non sono un campione rappresentativo, e io non voglio fare un ragionamento basato sulle mie amicizie personali, ma su un discorso generico, di come ho percepito che ragiona “la massa” della popolazione maltese, e non le singole persone che ho avuto invece la fortuna di conoscere. Se malta fosse composta solo da persone come loro, sarebbe un posto sicuramente molto migliore di quello che invece purtorppo è oggi.

La logica del “junk food” (ovvero, spendo poco per risparmiare, perchè l’importante è solo quanti soldi mi rimangono in tasca e quanto gonfio la mia pancia di robba indefinita), molti maltesi, ad esempio, la usano quando devono dare in affitto le proprie proprietà: molti preferiscono tenere la propria casa abbandonata e decrepita (https://www.youtube.com/watch?v=tGJnRnr1K80), piuttosto che investire parte dei soldi che percepiranno per migliorarla, perchè non è nella loro cultura. Non capiscono che possono guadagnare di più, in futuro, investendo oggi: guardano solo il loro orticello, non una piantina in più, non una in meno. Non hanno, insomma, un sguardo verso il futuro. A me è personalmente successo molto spesso, cercando case in affitto, ma anche uffici, dove, ad esempio, i proprietari a costo di far saltare un contratto da un anno da 10.000 euro, si rifiutano anche di spendere 400 euro per aggiungere l’aria condizionata ad una stanza in cui manca, o 150 euro per comprare un frigorifero nuovo al posto di uno vecchio che puzza. Sono talmente ottusi da non capire che, se ne spendono 500 ne incasserebbero 10.000. Preferiscono far saltare l’accordo ed aspettare che qualche altro pollo possa prendere in affitto il locale lo stesso. Conosco appartamenti che sono SFITTI da oramai quasi tre anni, perchè i proprietari pretendono 2.000 euro al mese, anzichè ridurre il prezzo a 1.500 euro e piazzarla subito.

E ancora, lo stesso ragionamento lo applica, l’isola di malta, sullo sviluppo immobiliare: non esistono regole in realà (anche se ci sarebbero), perchè tutto si può comprare… è sempre il ragionamento del “junk food”, è nel loro DNA, e secondo me sarà la rovina di questo paese. Esiste anche tra colleghi di lavoro, dove sono più concentrati su quanto guadagnano ed hanno gli altri, che sul creare nuove dinamiche di lavoro con lo scopo di costruire qualcosa per il futuro.

E così, a poco a poco, e neanche tanto lentamente, grazie a questa mentalità diffusa, i mattoni a Malta stanno sostituendo tutto… infatti non esiste un angolo di malta (tranne al sud, forse, e a Gozo) dove non ci siano lavori in corso e gru in azione. Era un’area protetta designata come “giardino” ? Cambiamone la destinazione d’uso. E’ rimasto un mucchietto di rocce con un po’ di vegetazione ? Togliamo tutto e costruiamo un bel palazzo. Ah, il palazzo c’è già ? Autorizziamo a costruire altri due piani sopra, allora. E poi, autorizziamone ancora altri due, e andiamo avanti così.

Malta è in grado di approvare progetti pazzeschi, come questo qui, (https://www.maltatoday.com.mt/environment/environment/68253/38storey_sliema_tower_approved__planning_authority_chairman_votes_against) dove il progetto iniziale prevedeva già un colosso di circa 20 piani, arrivato invece ora, con l’ultima richiesta, alla bellezza di 38 (si, avete capito bene, TRENTOTTO) piani. Certo, la roccia sottostante è oggetto di critiche da più esperti del settore, potrebbe non reggere tutto quel peso, ma non fa nulla. Certo, già non si riesce a circolare con le macchine, le strade sono strettissime, e in quell’area il parcheggio è impossibile, ma non fa nulla. Eccolo il ragionamento “junk food” che ritorna… l’importante è incassare, non importa a quale prezzo. Gonfiare la pancia. Il futuro dell’isola quale sarà ? non ha importanza. L’importante è incassare, oggi.

I costruttori stessi, hanno la “faccia tosta” poi di costruire e vendere delle case garantendo la vista (mozzafiato) perchè tanto l’area di fronte è protetta…

… ma poi, appena 2 anni dopo, gli stessi acquistano l’area di fronte e ci costruiscono davanti un complesso di un centinaio di appartamenti, chiudendo totalmente la vista ai proprietari precedenti, e mangiandosi anche un pezzo di strada, per allargarsi il più possibile e concedere un’area di passaggio interna al complesso per accedere ai parcheggi…

E così, i palazzi aumentano, e molte persone che ieri si erano addormentate abbracciate alla propria compagna, guardando il mare all’orizzonte, il giorno doppo si svegliano… con l’ombra di un palazzo di 12 piani di fronte, perchè nel frattempo l’autorità ha concesso un nuovo piano di sviluppo. Insomma, un po’ come quando, in spiaggia, ti piazzi con l’asciugamano davanti al bagnasciuga sicuro di poterti godere il mare ma poi qualcuno, pur bagnandosi, si piazza comunque sempre davanti a te. A forza di continuare a costruire, le strade stanno diventando sempre più strette, come nel caso di sopra (https://www.timesofmalta.com/articles/view/20180314/local/part-of-the-mellieha-bypass-being-narrowed-to-single-lane.673242), ed è quindi sempre più difficile circolare, i tempi di percorrenza si allungano, e aumenta il caos in generale. Ma malta si è arricchita, e non fa niente se questo porterà al collasso dell’isola.

Altro esempio, a malta ci sono seri problemi di inquinamento, molte macchine sembra che vadano a carbone per quanto inquinano, ed i proprietari se ne fregano altamente. E anche se esiste un ente che rilascia degli attestati annuali tipo il “bollino blu” in italia, attraverso meccanici autorizzati, le auto inquinanti però girano comunque. Magari basta conoscere l’amico che fa i controlli, e tutto passa. Una volta ancora, insomma, malta pensa a incassare i soldi, ma non spende per una adeguata catena di controlli. Piuttosto, creano un servizio al quale i cittadini possono spedire un SMS (il 5061 1899), per segnalare le targhe delle auto inquinanti, con la promessa che alla terza segnalazione pervenuta nel giro di poche settimane da numeri diversi, scatteranno i controlli. Però non rimandano indietro nessun SMS per segnalare il raggiungimento di tale soglia, o l’avvertimento che tale determinata targa sia stata verificata o multata. E, da quanto leggo, l’intera operazione sembra più una buffonata (https://www.timesofmalta.com/articles/view/20180202/local/16000-texts-about-polluting-cars-but-just-416-tested.669532) , visto che che su 16.340 SMS ricevuti nel 2016, solo 416 veicoli sono risultati da verificare, di cui 316 hanno passato il test (grazie all’amico di turno, evidentemente, visto che non credo migliaia di persone possano essersi sbagliate tutte sulle stesse auto), 57 hanno fallito il test inquinamento, e 43 hanno ignorato la richiesta di eseguire il test (!!). L’articolo conclude dicendo che molti SMS vengono scartati perchè mancano le informazioni giuste (oltre al numero della targa, anche la data e ora del rilevamento, e lo scopro solo ora), ma non spiegano da nessuna parte, gli SMS corretti come devono essere scritti, o la data in che formato deve essere (giorno/mese/anno ? mese/giorno/anno ? con gli zeri o senza?), o ulteriori dettagli per evitare che l’SMS venga considerato “non valido”. E, vista la sporporzione, direi che non ne vale proprio la pena. Io ad oggi in 3 anni ne avrò mandato, credo, almeno un centinaio. Quanta fatica sprecata.

E così, arriviamo a me, e a quello che è successo qualche settimana fa: il bello dell’ufficio che avevo trovato era, oltre alla dimensione, anche il fatto che avessi due belle finestre: una di fronte ed una laterale, nella mia stanza, che davano a due ampi spazi. Bene, dopo neanche tre settimane dal nostro spostamento iniziale, proprio quando avevamo finito di collegare finalmente l’ultimo cavetto, sistemato l’ultimo monitor, e messo a punto fino al minimo dettaglio, ecco arrivare delle bellissime ruspe e bulldozer !!! E ti pareva che si lasciavano sfuggire questi 300mq. di spazio ?? E così, nel giro di una giornata, ci siamo ritrovati con l’ufficio invaso dalla polvere (le finestre non reggono, se a 10 metri da te devono scavare le fondamenta per un palazzo), e da varie puzze di diesel nero degli escavatori, tanto che mi hanno iniziato a lacrimare pure gli occhi.

E il bello è che, dopo essermene lamentato con il proprietario, che, in sua difesa, ha detto di non saperne nulla, ha approfittato per annunciarmi che, comunque, tra 2 mesi, avrebbero iniziato anche loro stessi dei lavori… dal lato dell’unica altra finestra che mi era rimasta … !!!

E così, dopo aver avvitato l’ultimo bullone, ho girato la chiave inglese ed ho cominciato a svitare… abbiamo portato tutto via ed ora siamo accampati a casa mia, in attesa di trovare una sistemazione nuova, combattendo con proprietari che cercano di rifilarmi uffici inguardabili o che si rifiutano anche solo di smezzare i costi per aggiungere l’aria condizionata in stanze sprovviste, perchè per loro “è un problema mio”, anche se poi, quando andrò via, il condizionatore rimarrà a loro.

P.S. Aggiornamento di fine Agosto: alla fine abbiamo trovato un posto molto vicino a casa, con pregi e difetti vari, ed abbiamo spostato l’ufficio lì (ho già pubblicato su facebook alcune foto).

Con la speranza che il pensiero “junk food” prima o poi inizi a scomparire, mando un saluto a tutti quelli che hanno avuto il coraggio di leggere questo mappazzone 🙂

L.

Comments

  • Alhoon | Aug 5,2018

    Mettiamola così… per ora ti risparmierai il viaggio casa/ufficio!

    Buona caccia Luis..

  • Luis | Aug 6,2018

    esatto 🙂

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